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Perché i prezzi dei carburanti cambiano ogni giorno

Il prezzo alla pompa sembra muoversi senza logica, ma dietro c'è una catena precisa di fattori. Capirli aiuta a riconoscere quando conviene fare il pieno.

Come è composto il prezzo

Il prezzo che paghi si divide in tre grandi parti: il costo del prodotto (petrolio raffinato), le accise (imposte fisse per litro) e l'IVA (22%). In Italia la componente fiscale pesa storicamente per oltre la metà del prezzo finale.

1. Il prezzo del petrolio

Il greggio (riferimento Brent) è quotato sui mercati internazionali e cambia di continuo. Quando sale, con qualche giorno di ritardo salgono anche benzina e diesel.

2. Il cambio euro/dollaro

Il petrolio si compra in dollari. Se l'euro si indebolisce, lo stesso barile costa di più in euro, e il rialzo arriva alla pompa anche a quotazione del greggio invariata.

3. Accise e IVA

Le accise sono importi fissi per litro decisi dallo Stato: cambiano di rado ma hanno un impatto enorme. L'IVA al 22% si applica su tutto, accise comprese.

4. Raffinazione e distribuzione

Tra il greggio e il serbatoio ci sono i costi di raffinazione, trasporto, stoccaggio e il margine del gestore. Questa parte spiega perché due distributori vicini possono avere prezzi diversi.

5. La concorrenza locale

A parità di tutto il resto, dove ci sono più distributori vicini i prezzi tendono a essere più bassi. È il motivo per cui confrontare conviene sempre.

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